Rapporti di ricerca sulla vita sessuale delle formiche australiane e sugli ultimi avvistamenti di corridori onirici

mercoledì 9 maggio 2007

Calcoli per un viaggio spaziotemporale

La stella che sto guardando adesso non esiste più da 10000 anni.
Il cielo stellato come lo vediamo è una fotografia di migliaia di anni fa, prima della nostra nascita, forse prima dell'esistenza del primo neanderthal e della prima scimmia. E le stelle che realmente esistono in questo momento le vedranno gli abitanti della terra fra 10000 anni.

Se mi affaccio alla finestra stanotte, una stella mi vedrà fra 10000 anni.

Ma forse non siamo abbastanza luminosi per attraversare l'universo.

Le particelle di luce ci rimbalzano addosso e trasportano la nostra immagine in alto, forse fin dove volano gli aerei, forse oltre la ionosfera. Ma mi piace pensare che le stelle siano pazienti, che fra 10000 anni una di loro raccoglierà le particelle di luce che si sono perse nell'universo, e ci sarà anche la mia immagine di questa sera, registrata grazie a una stella sua lontana antenata e alla lampada a neon della cucina.

Ma è piuttosto probabile che alle stelle importi poco di collezionare fotografie di sconosciuti.

Così la mia immagine (sempre che le particelle siano abbastanza furbe da ingannare i controllori di volo e i guardiani della ionosfera) viaggerà nello spaziotempo curvo e infinito, nell'oscurità... nell'oscurità... finché fra 1 milione di anni tornera sulla terra, in questo stesso punto dove mi sono affacciata alla finestra.
E questo fantasma non troverà più una finestra e la luce al neon della cucina, non troverà più neache la terra. E se avesse i sensi si guarderebbe attorno piena di stupore e di tristezza.

E per fortuna che è solo un mucchio di particelle, perché solo le cose abbastanza morte e abbastanza luminose possono sopportare l'infinita solitudine dell'universo.

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