Rapporti di ricerca sulla vita sessuale delle formiche australiane e sugli ultimi avvistamenti di corridori onirici

domenica 15 novembre 2009

Una fiaba

Il vestito.

C’era un paese dove le donne erano così intimamente legate al proprio vestito da divenire il vestito

stesso.

Crescendo erano sempre più il proprio vestito e alla morte non restava che quello.

La prima nata nel mese di maggio veniva sacrificata: non le si dava il vestito e restava nuda tutta la vita.

Queste donne vivevano nel silenzio, poiché di loro non sarebbe rimasta memoria.

Quando Ibis osò amarne una, gli parve di abbracciare l’aria. Lei cercò un nome per sentirsi chiamare e, in memoria del loro primo abbraccio, si diede il nome di Aria.

Quando le donne scoprirono il sacrilegio, uccisero Ibis.

Aria si recò di notte al campo dove l’avevano sepolto. Rubò delle forbici e scuoiò il cadavere dell’amante. Al mattino indossò la sua pelle e si recò al villaggio.
 

sabato 14 novembre 2009

Eine Koffer in Berlin

Novembre, mi manca Berlino a novembre. E' passato un anno e non ho mai provato tanta nostalgia. Mi mancano le sberle ghiacciate delle discese in bici alle 7 del mattino, il cielo grigissimo, senza un barlume di luce, la spesa collettiva al mercato turco. Novembre è stato il mese che mi ha permesso di amare davvero Berlino, perché l'ho trascorso con delle persone bellissime. Allora al diavolo il sole, che tanto lì non è mai abbastanza caldo. E' quella coltre arrabbiata di nuvole nere che mi fa nostalgia, come il tetto di un posto che chiami "casa". Dedico questa canzone della divina Marlene agli amici che mi hanno accolta nella Big Pink House. E' grazie agli affetti che lasci in un posto che puoi dare un significato alla parola "ritorno".



martedì 3 novembre 2009

Vamp 2009

Segnalo l'antologia "Vamp 2009". Raccoglie storie di vampiri. C'è anche un mio racconto: Natività.
Uh, come sono prolissa oggi. Io li ho già letti tutti (per un mese sono stati gratuitamente consultabili sul sito ePress) e credo che, registrandovi, possiate ancora leggerli online.


I racconti contenuti nel volume

  - Il ponte sul fiume di Alessia Canelli.
  - Tequila e Mosquitos di Maria Silvia Avanzato.
  - Fino all’ultimo vampiro di Gianfranco Staltari.
  - Fratelli di Antonino Alessandro.
  - La cura di Andrea Viscusi.
  - Il turno di notte di Carmine Cantile.
  - Mezzanotte di Maurizio Ferrero.
  - Variazione in tre atti di Martina De Martino.
  - Primo sangue di Carmelo Massimo Tidona.
  - La sento di Andrea Garagiola e Marta Carroli.
  - Sangue di Silvia Arioli.
  - Natività di Marialuisa Amodio.
  - 7 Cadaveri di Sebastian Carbogno.
  - Quella non vita di Gino Balloch.
  - In fondo al fiume di Daniele Picciuti.
  - Lacrime di Valter Giraudo.
  - Thomas di Giorgia Rebecca Gironi.
  - Ultima fermata ad Ocosingo di Demis Zampelli.
  - Il Cavaliere e la Morte di Giulia Arena.
  - Sephira di Federica Camana.
  - Non è una malattia, è una maledizione! di Alessandra Pizzi.
  - I vampiri non ti faranno mai del male, lo prometto di Manuela Zanesco.
  - La caccia di Eleonora Della Gatta.


Potete acquistarla qui.

mercoledì 28 ottobre 2009

Sul fantastico

Generalmente si vede nel fantastico una fuga dalla realtà e dal mondo. La maggior parte delle motivazioni dei fruitori del genere fantastico (in tutte le sue varianti e mezzi di espressione, siano letterari, cinematografici, pittorici ecc.) convergono su questa funzione di liberazione, o almeno momentaneo allontanamento, dalla grigia, quotidiana difficoltà del reale. Mi chiedo in quale mondo fantastico vivano tutto il tempo per non vedere l'estenuante imprevedibilità della realtà in cui viviamo. E' il realismo la vera "fuga dalla realtà" poiché si basa sull'illusione del controllo e sulla perfettibilità e oggettività della conoscenza.
I fruitori impegnati, vergognandosi di provar piacere per qualcosa di improduttivo, affermano di cercare nel fantastico una rappresentazione simbolica della nostra realtà. Per cui, banalmente, un orco rappresenta un uomo cattivo, un mutante con le ali il desiderio di superare i propri limiti e via dicendo. Ma così ci avviciniamo all'allegoria, sterile esercizio di traduzione da concetti a immagini arbitrarie, poi sedimentate nell'immaginario collettivo. E il fantastico è tutto fuorché sterile. Un orco è esattamente quello che è: un orco. E in questo essere viene l'incanto, il terrore e la gioia per l'abbondanza dell'esistente. E' questo piacere intriso di paura che proviamo da bambini scoprendo il mondo, e poi dimentichiamo, quando ci accorgiamo che il tempo a nostra disposizione è troppo breve per percorrere anche solo una minuscola parte della vastità dell'universo, e che dovremmo camminare mille anni, forse, per incontrare, del tutto casualmente, un orco. Allora costruiamo un mondo irreale, fatto di schemi tramandati e parziali risposte, un mondo piccolo e controllabile, a misura dei nostri limiti. E lo chiamiamo "realtà". Quel piacere lo ritroviamo, da adulti, nel fantastico. Indebolito com'è, lo releghiamo subito fra le cose da bambini, cose di puro intrattenimento. I limiti del nostro piccolo mondo e della nostra coscienza sono ben saldi (forse solo nei sogni ci fa ancora paura la brulicante, immensa, imprevedibile realtà che abbiamo disimparato a percepire).
Non leggo letteratura fantastica per fuggire dalla realtà, ma per avvicinarmi alla realtà.
Sicuramente Shakespeare l'ha detto meglio nell'Amleto:
"Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia."

giovedì 15 ottobre 2009

Visite a domicilio

Ho dormito da un'amica e sono venuti a farmi visita i suoi morti.

Non ho nulla contro chi si fa installare un Resurrection Deluxe, basta che si ricordi di spegnerlo quando ospita qualcuno, no?

mercoledì 14 ottobre 2009

L'aruspice


“Vedo un matrimonio con un ricco mercante e sette piccoli implumi a rallegrare il vostro nido.” disse il garuda, rovistando con le dita artigliate nelle viscere del bipede.
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