Rapporti di ricerca sulla vita sessuale delle formiche australiane e sugli ultimi avvistamenti di corridori onirici
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lunedì 18 aprile 2011

Le strade di sabbia - Paco Roca

Un uomo vive aspettando la morte. Come tutti, ma lui prende la cosa molto sul serio e, vestito col suo abito migliore, risiede in una bara, appoggiata al muro della cucina in cui la sua famiglia fa colazione, nell'appartamento di un albergo che somiglia alla torre di Babele, in una città labirinto dove tutti si perdono nelle proprie ossessioni e aspettano, chi l'avventura, chi l'amore, chi di fuggire e chi di tornare a casa. L'uomo è nella bara, circondato di rose e crisantemi, chissà, forse la moglie ogni tanto si ricorda di cambiar l'acqua. Accanto alla finestra aperta, un bozzolo. Anche il bozzolo aspetta. Di schiudersi. Come tutti i bozzoli di questo mondo. E noi aspettiamo che si schiuda.



























 


Un piccione si posa sul davanzale. L'uomo nella bara apre gli occhi. Il piccione china il collo e mangia il bozzolo. In un solo boccone. L'uomo esce dalla bara e per la prima volta sorride. Io pure sorrido e piango. Non l'ho ancora capita bene quella vignetta, e resterà sempre un poco di mistero, come in tutte le cose che non puoi smettere di amare. Il piccione d'inchiostro ha appena inghiottito un bozzolo che aspettava di schiudersi dentro di me. E all'improvviso, anche se, lo ammetto, resto ferma sul letto a guardare la pagina, anch'io esco.

L'uomo nella bara non è il protagonista e la scena raccontata è solo un piccola parte della trama del libro di Paco Roca "Le Strade di Sabbia", edito da Tunuè. Spero di aver invogliato qualche altro lettore a percorrere queste pagine, ricche di meraviglie e d'insidie. Buon viaggio.


lunedì 8 novembre 2010

Scott Pilgrim

In questo post parlavo di poteri vegani e offrivo un libro a chiunque avesse indovinato la citazione.
Era difficile sì, e poi non tutti sanno che i vegani hanno dei superpoteri che immancabilmente perdono quando si concedono un gelato. Almeno non lo sa chi non ha letto il mitico "Scott Pilgrim" del canadese Brian Lee O'Malley. In particolare il volume n.3, "Scott Pilgrim e l'infinito sconforto", dove Scott deve sconfiggere il terzo ex-fidanzato malvagio della sua amata Ramona, il diabolico Todd, che attualmente sta con Envy Adams, la ragazza che ha spezzato il cuore del nostro eroe, e suona nel gruppo rivale. Todd ha dei superpoteri, perché è vegano. Ma questo l'avevo già detto... Cominciamo dall'inizio.



Scott ha ventitré anni e ha una vita niente male, come assicura il titolo del primo volume. Suona il basso nei "Sex Bob-omb", vive a sbafo a casa di un amico, indossa sempre magliette fighissime e, dopo una disastrosa storia d'amore, esce con una diciassettenne. Tutto bene, finché si innamora di Ramona, una misteriosa ragazza con i rollerblade che Scott non riesce a togliersi dalla testa. Semplice: lei, per le consegne, usa spesso l'autostrada iperspaziale che passa nel suo cervello. Per conquistare Ramona, Scott dovrà sconfiggere i suoi sette ex fidanzati malvagi. Ecco, detto così, sembra terribilmente demenziale. E lo è, ma dobbiamo cambiare avverbio.



E sì, avete capito: questo è un fumetto da non lasciarsi scappare. Le magliette potete ritirarle in qualsiasi negozio iperspaziale. Sconti da urlo in fase REM.
Scott Pilgrim è un calderone di idee e di generi assolutamente geniale. Manga, videogiochi, pop music e scene di vita quotidiana rese con pochi, efficaci tratti che non hanno nulla da invidiare a fumetti all'apparenza più seri e "autoriali" (anzi, in quel caso li chiamano "graphic novel"). Certo, leggere un elenco di ingredienti non è come assaggiare quel che ne vien fuori. Se sento parlare di piatti come "pecorino e miele" o di "gamberetti e succo d'arancia" posso storcere il naso e dire: che schifo! Poi, magari, li assaggio e mi fanno schifo lo stesso. O li trovo paradisiaci. Insomma, oggi il cielo è pesante e buio, mi sento la pioggia nelle ossa e non ho molta voglia di impegnarmi con una recensione. Leggetelo e bon.

domenica 18 novembre 2007

Animal Man di Grant Morrison

Nel tentativo di ridare nuova linfa al filone supereroistico la DC Comics si affida a giovani ingegni inglesi, che, sulla scia del modernismo weird alla Alan Moore, facciano un make up intelligente ai vecchi giustizieri in costume.
Una menzione meritano gli albi di Animal Man di Grant Morrison, che ripesca un supereroe squallido e sfigato, Buddy Baker, il cui potere gli permette di assumere le capacità e le abilità degli animali che si trovano nelle vicinanze.
L'Animal Man di Morrison ha una famiglia ed è disoccupato. Cerca di entrare nella Justice League e di conoscere Superman per avere una raccomandazione. Non vuole la fama nè è mosso dal desiderio di combattere il crimine. Si trova ad avere questi poteri e cerca di ricavarci un lavoro. E, fra insicurezze personali e sani momenti di stupidità, si ritrova a combattere per la salvaguardia del pianeta, a rispondere alle richieste non della polizia, o dei governi, ma di associazioni animaliste e ambientaliste.
Insomma, fin qui niente di nuovo. In fondo ci voleva un supereroe che non si preoccupa solo del crimine e della sicurezza (anzi, nell'episodio "La Maschera Rossa" cerca anche di salvare dal suicidio un supermalvagio, perché lo reputa una brava persona), ma anche dei diritti delle cavie da laboratorio e della salvaguardia ambientale. Ciò che la rende davvero un'opera interessante è la leggerezza e l'ironia del tono, la serietà e la profondità dei temi che non sfociano mai nella retorica, l'intelligenza e la godibilità della storia.
Vera perla del volume è Il Vangelo del Coyote. Un uomo dalla vita distrutta e tormentata torna nel deserto del Nevada per uccidere un coyote antropomorfo che ritiene reponsabile non solo dei suoi, ma di tutti i mali del mondo. Ma, nonostante lo schiacci sotto le ruote del camion, gli spari, lo faccia esplodere, il coyote non muore. L'animale massacrato consegna a Buddy (che si trova a passare da lì) una pergamena. C'è la sua storia. Il disegno cambia e ci troviamo in tavole stile Looney Tunes, con gli animali tondi tondi che si danno martellate e si fanno esplodere, ma non muoiono mai. Sì, stiamo parlando proprio del famoso Coyote compagno-nemico eterno di Willy. Un giorno, stanco di questo odio insensato il Coyote si eleva a Dio. Questi lo catapulta nel nostro universo, consentendogli di salvare e redimere il mondo attraverso la propria sofferenza. Ma Animal Man non riesce a tradurre il suo vangelo e un proiettile d'argento sparato dall'uomo che lo crede un demone infine uccide il coyote redentore.
Probabilmente il mio sunto non rende giustizia alla genialità, alla poesia e alla freschezza di questo episodio. Probabilmente questa è una delle cose più affascinanti che abbia letto ultimamente e credo sempre più che gran parte della letteratura ufficiale e spesso anche del fumetto cosiddetto "d'autore" sia vuota e ingessata. Ed è molto più probabile che perle di vera poesia si trovino nella cultura pop, magari di serie B o in un filone di scarsa stima come quello supereroistico, che in in opere incensate dalla critica letteraria ufficiale.
Già, ho scoperto l'acqua calda... ma ho passato anni a credere il contrario, e a privarmi delle vere prelibatezze, ed ora ho bisogno di ripetermelo. In fondo non è così strano che la cultura ufficiale sia ingessata con tutti quei riflettori addosso. E' naturale che le cose più geniali e innovative si sviluppino dove c'è vera libertà per l'arte... paradossalmente nella cultura pop e commerciale. E questa lezione dovrebbe impararla soprattutto l'ingessatissimo cinema italiano (se non proprio tutta la cultura italiana)... ma questa è un'altra storia. Insomma, volevo solo consigliare questo fumetto.
That's all...
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